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Rap degli inadeguati

 

 

Scomodo rap degli inadeguati,

dei senza tetto, degli sballottati.

I senza terra della crisi che li inghiotte

ritmano il canto delle scompigliate rotte.

 

Mi dice Zdenko: non c’è più il cantante,

volato via in una notte come tante,

tra nebbia e nebbia il suo paese lo ripiglia,

c’era una festa, eran le nozze della figlia.

 

Maria Carmela mi sorride imbarazzata.

Dice: lo sai che da ragazza ero una fata.

Tu ancora parli di Natale e farsi dono,

ma è solo fame che al mio canto dona il tono.

 

A Valentino che dei numeri era il mago

qualcuno ha detto: niente studi, non ti pago.

Respira piombo e trascina cianfrusaglie,

non conta più neanche i buchi delle maglie.

 

Mihai e Anna si stringono la mano,

la fiaba-incubo li strappa da lontano;

i graffi e i solchi ormai li sanno in mille lingue

come le fughe dal macigno avido e pingue.

 

Sommesso rap di respinti e di sfollati,

sfonda il free-style dei recinti ammaestrati,

si unisce a voci tenui e forti al loro fianco

e nasce un coro se l’amore non è stanco.

 

 

 

Anna Maria Curci

19-20 dicembre 2011

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